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La diagnosi serve a riconoscere una malattia (categoria) in base a dei sintomi o dei “segni” (fenomeni), i primi manifestazioni soggettive presenti nel paziente, i secondi evidenti anche al medico. L’insieme dei sintomi e segni di cui alcuni specifici detti patognomonici ed altri più o meno generici, caratterizza il quadro clinico di una malattia.
Tuttavia, il concetto di diagnosi come identificazione di una patologia riguarda soltanto l’ambito biomedico e, anche in ambito medico, è praticabile solo in alcuni settori e per alcune patologie, non in tutte le branche della medicina e per tutte le malattie.

L’insieme dei metodi di diagnosi si chiama diagnostica. La diagnostica è detta “strumentale” quando si avvale di apparecchiature o strumenti particolari (come accade in ecografia, endoscopia, radiologia, ecc.) o “clinica” quando si basa sull’esame diretto del paziente da parte del medico. (da wikipedia)

  • CARDIOLOGIA

    • Elettrocardiogramma, (ECG) a riposo:  è il tracciato ottenuto mediante l’elettrocardiografo,  che registra l’attività del cuore tramite elettrodi applicati in diversi punti del corpo,(torace, arti inferiori e superiori). L’ECG  consente di rappresentare graficamente l’attività elettrica cardiaca durante la fase di contrazione (sistole) e di rilasciamento (diastole) degli atri e dei ventricoli,verificando se questa è normale o se invece vi è la presenza di condizioni patologiche. I problemi cardiaci nei quali il ruolo dell’elettrocardiogramma risulta fondamentale sono:angina pectoris – aritmie – cardiopatia ischemica nelle sue varie forme cliniche – disturbi di conduzione – infarto miocardico – malattie delle valvole cardiache – scompenso cardiaco.
    • Elettrocardiogramma, (ECG) sotto sforzo: consiste nel registrare l’elettrocardiogramma e la pressione arteriosa mentre il paziente pedala(con carichi di lavoro crescenti) su una cyclette o cammina su un tapis roulant. Si esegue per valutare  l’eventuale sofferenza sotto sforzo del cuore e quindi diagnosticare una malattia delle coronarie (le arterie che irrorano il cuore). Il vaso ristretto per l’aterosclerosi impedisce che il flusso di sangue aumenti. Perciò, quando il cuore ha bisogno di più sangue (come accade durante lo sforzo) si verifica quella che in termini medici si chiama “ischemia”. Si tratta di una sofferenza di una o più zone del cuore che si manifesta con dolore al petto ed alterazioni dell’elettrocardiogramma. Ha una duratadi 10/15 minuti
    • Ecocardio o ecocolordoppler cardiaco a riposo è una ecografia che, attraverso gli ultrasuoni trasmessi da una sonda (trasduttore) posizionata sul torace, permette la visualizzazione del cuore su di uno speciale computer (ecocardiografo). In questo modo lo specialista cardiologo può eseguire la valutazione qualitativa e quantitativa delle malattie delle valvole cardiache,la valutazione delle dimensioni e del movimento delle pareti del cuore,la valutazione delle cardiopatie congenite, la valutazione degli esiti di un intervento cardiochirurgico.
    •  Holter cardiaco è un test non invasivo e indolore che permette di registrare 24 ore su 24 l’attività elettrica del cuore.Vengono applicati sul torace alcuni elettrodi collegati all’apparecchio portatile (un piccolo registratore a batteria), che il paziente indosserà per il periodo prefissato dal medico, (24/48 ore) di giorno e di notte, così da registrare in modo continuativo, il suo elettrocardiogramma. E’ uno strumento importante nello studio di tutte le aritmie e di sintomi quali il cardiopalmo, le vertigini, le perdite di coscienza.E’ utile anche nelle condizioni di un difettoso apporto di sangue al cuore (ischemia) o di dolore toracico di natura da definire.
    • Holter pressorio: permette di evidenziare l’ipertensione arteriosa instabile. Il monitoraggio avviene ad intervalli regolari durante le 24 ore, ed è molto utile in diverse situazioni:  nei pazienti che hanno una ipertensione arteriosa instabile, nei pazienti ipertesi in terapia farmacologica, per controllare che il farmaco agisca in ogni momento della giornata, e non solo per alcune ore, nei pazienti che, pur avendo la pressione arteriosa normale, durante il giorno accusano sintomi che possono far pensare ad improvvisi aumenti o diminuzioni della pressione (vertigini, sbandamenti, vampate, sudore freddo, senso di svenimento)
  • CHIRURGIA VASCOLARE

    • Ecocolordoppler arterioso e venoso è una metodica diagnostica simile all’ecografia, non invasiva ed indolore,che permette di visualizzare i principali vasi sanguigni e studiare il flusso ematico al loro interno.Si utilizza per il monitoraggio delle patologie vascolari come stenosi arteriose e venose, aneurismi, trombosi e insufficienze venose.
  • DIETOLOGIA

    Test antropometrico: è un esame non invasivo, effettuato con uno strumento computerizzato che utilizza una debolissima corrente elettrica al fine di rilevare lo stato e le successive variazioni del compartimento idrico, da cui ricavare la percentuale di massa grassa,  massa magra, massa metabolicamente attiva.  E’ sbagliato pensare che il peso rilevato dalla bilancia, sia solamente il peso dell’adipe, ma è il totale di tutta la massa corporea, muscoli, ossa, acqua. Tali valori assumono importanza fondamentale sia nel soggetto sovrappeso, per il quale occorre garantire l’effettiva perdita di massa grassa, sia per il soggetto normopeso o sottopeso, per i quali si desidera mantenere od eventualmente incrementare la massa metabolicamente attiva e gestire il corretto equilibrio idrico. Dall’esito di questo test e dalla anamnesi generale del paziente viene elaborato poi lo  schema dietetico  personalizzato.

  • ECOGRAFIA CLINICA

    L’ecografia è una metodica diagnostica, non invasiva, senza nessuna controindicazione, ripetibile anche a breve distanza, che utilizza gli ultrasuoni emessi da una sonda di superficie  appoggiata sulla pelle del paziente. L’area da esaminare viene preliminarmente inumidita da un gel che consente la trasmissione in profondità degli ultrasuoni emessi dalla sonda.

    Ecografia Mammaria: utilizzata a scopo preventivo e ispettivo nella diagnostica senologica. Evidenzia eventuali anomalie, cisti, addensamenti o noduli che si annidano nel tessuto mammario. Tutte le donne,  dovrebbero controllare periodicamente il seno, con l’autopalpazione, con le visite ginecologiche o senologiche e, una volta l’anno o ogni due anni (in base all’indicazione dello specialista) sottoporsi ad una ecografia.

    Ecografia Addome completo: permette al medico di studiare fegato, colecisti, vie biliari, reni, pancreas, milza, aorta, vescica e organi genitali interni.
    L’esame viene richiesto al fine di valutare la maggior parte delle patologie che interessano l’addome e per avere un’immagine generale dello stato di salute dei suoi organi. Per poter effettuare l’ecografia dell’addome completo è necessario eseguire una semplice preparazione: il giorno precedente l’esame: seguire una dieta alimentare leggera; il giorno stesso dell’esame: essere a digiuno da cibi solidi da circa 5/6 ore senza però sospendere eventuale terapie; è consentita una normale idratazione con acqua naturale.
    Per una corretta valutazione della vescica e del basso addome, è opportuno presentarsi all’ esame con la vescica distesa. Si consiglia quindi di non urinare nelle 3 -5 ore precedenti l’esame (a seconda delle proprie abitudini) oppure, dopo avere urinato circa 2 ore prima dell’esame, bere 2 bicchieri di acqua naturale per ottenere la giusta distensione vescicale.

    Ecografia Pelvica urologica:  o dell’addome inferiore è possibile visualizzare vescica e prostata nell’uomo e vescica, utero e ovaie nella donna. L’obiettivo è visualizzare la morfologia di questi organi e identificare eventuali masse atipiche o malformazioni. Per effettuare l’esame occorre che la vescica sia piena: per questo almeno un’ora prima dell’esame è importante non urinare e bere in quantità abbondanti acqua non gassata, tè o camomilla. Per una migliore valutazione esistono sonde per lo studio della prostata e degli organi genitali interni femminili endocavitarie (trans-rettale negli uomini e trans-vaginale nelle donne).

    Ecografia della tiroide:  è in grado di fornire informazioni  su anatomia, vascolarizzazione, volume, eventuali lesioni e presenza di noduli non rilevabili alla palapazione, ed ha una importanza rilevante nella diagnostica e nel follow up terapeutico delle più importanti forme patologiche di questa ghiandola.

    Ecografia Parti molli-Cute-Sottocute: viene eseguita per lo studio dei linfonodi benigni (di tipo reattivo-infiammatorio) e neoplastici (es. metastasi, linfomi, ecc.) inguinali, ascellari e del collo. Altre indicazioni classiche sono lo studio di lesioni nodulari come le alterazioni infiammatorie, i lipomi e le cisti, ernie inguinali, ombelicali, addominali, scrotali.  Si può utilizzare la funzione Color-Doppler, che consente di studiare la vascolarizzazione delle lesioni.

    Ecografia – Muscolare -Tendinea: è possibile evidenziare tutte le patologie a carico dei muscoli o dei tendini,  le borse, i tessuti sottocutanei, in caso di contusioni, stiramenti e strappi muscolari (o sospetti tali), di tendiniti (al gomito, ginocchio, piede, mano, polso, caviglia, tendine di Achille), di tendinopatie della spalla, di cisti, borsiti, ematomi sottocutanei o intramuscolari.

    Ecografia Articolare: in grado di indagare  le strutture articolari (cartilagini, menischi e membrane sinoviali) e periarticolari (tendini e legamenti)

    Ecografia Anche pedriatiche: permette di visualizzare i rapporti articolari e la maturità dell’anca neonatale, valutando la morfologia e la crescita sia della cavità acetabolare (parte del bacino a forma di coppa), che della testa femorale, offrendoci la possibilità di individuare precocemente anomalie come la displasia (alterazione della morfologia dei componenti articolari) e la lussazione (perdita dei fisiologici rapporti articolari con fuoriuscita della testa femorale dalla cavità acetabolare). Fa parte dello screening neonatale ed è consigliata sia ai maschi, sia alle femmine. Va eseguita,  entro i primi 2/3 mesi di vita, quando le anche non sono ancora particolarmente ossificate.

  • GINECOLOGIA

    PAP Test -THINPrep: il test di Papanicolaou, detto PAP Test è un esame citologico che indaga le alterazioni delle cellule del collo e della cervice dell’utero. E’ un test di screening la cui funzione principale è quella di individuare nella donna il rischio di sviluppare un cancro del collo uterino. Inoltre  può dare utili indicazioni sull’equilibrio ormonale e permettere il riconoscimento di infezioni batteriche, virali o micotiche. Per l’esecuzione del PAP Test viene prelevata una piccola quantità di tessuto dal collo dell’utero, le cellule prelevate vengono strisciate sul vetrino per l’esame al microscopio. Nel THINPrep  il medico competente sospende le cellule in un flacone contenente un liquido conservante. Il flacone viene poi inviato al laboratorio, dove un apposito strumento allestisce il campione eliminando i materiali interferenti (cellule infiammatorie, batteri, sangue). Le cellule sono trasferite su un vetrino in monostrato (strato sottile).  La metodica THINPrep  consente,  rispetto al metodo tradizionale, di avere più vantaggi, sia nella individuazione di eventuali patologie, possibilità di conservare il campione in fase liquida per poterlo riutilizzare per eventuali analisi di approfondimento senza dover ricorrere ad un nuovo prelievo

    Ecografia ostetrica: viene eseguita nell’ambito della diagnosi prenatale volta principalmente allo studio dell’embrione o del feto all’interno della cavità uterina materna. Utile per fare diagnosi di gravidanza attraverso la visualizzazione del sacco gestazionale (a partire dalla 5ª settimana)o dell’abbozzo embrionario (dalla 6ª- 7ª settimana) o attraverso la rilevazione dell’attività cardiaca embrionale o fetale. Datare la gravidanza. Determinare il numero di embrioni o di feti e la loro vitalità. Effettuare una valutazione dell’anatomia e della crescita fetale per escludere eventuali malformazioni fetali. Determinare situazione, presentazione e posizione del feto. Valutare la quantità di liquido amniotico e l’inserzione placentare.

    Ecografia dell’accrescimento: è finalizzata a misurare le dimensioni del feto (biometria) per valutare se sta crescendo bene, poco o troppo. Valuta inoltre la quantità del liquido amniotico e la posizione placentare. Si esegue nel terzo trimestre in genere tra la 28 e 32 settimana. In casi a rischio e nelle gravidanze gemellari viene eseguita dalla 24 settimana. In genere viene ripetuta alla 36 settimana.

  • OCULISTICA

    Campo visivo ( mono oculare): è un test che consente di rappresentare graficamente la porzione di spazio che si è in grado di vedere tenendo lo sguardo dritto in avanti; in altri termini è un metodo che serve a misurare la visione dello spazio che circonda l’occhio. Si ricorda che il campo visivo viene distinto in binoculare (ciò che è visibile con entrambi gli occhi) e monoculare (si fa riferimento a un solo occhio, è  fondamentale nella diagnosi e nella valutazione del glaucoma, utile anche nello studio di alcune patologie a carico di retina, nervo ottico e sistema nervoso centrale. Non è un test fastidioso, ma richiede una certa collaborazione da parte del paziente.

    Come viene eseguito?  Si appoggia il mento e la fronte allo strumento, l’occhio non esaminato viene occluso. Si fissa una mira centrale e si preme un pulsante ogni volta che si vede uno stimolo luminoso, anche se di tenue intensità, nello spazio davanti a sé. E’ importante non cercare gli stimoli luminosi spostando lo sguardo. L’attendibilità dell’esame è ridotta se si preme il pulsante senza che ci sia lo stimolo, si danno risposte differenti nella stessa area, o si perde spesso la fissazione.

     Tonometria: è una tecnica diagnostica che permette di misurare la pressione interna dell’occhio, o tono oculare utilizzando uno strumento detto tonografo. La pressione oculare può aumentare o diminuire in rapporto a patologie, traumi o interventi oftalmici. Anomalie della pressione all’ interno del bulbo oculare,  e’ il fattore di rischio principale per lo sviluppo del glaucoma.

    Come viene eseguita? ll paziente viene fatto accomodare su uno sgabello appoggiando mento e fronte sullo strumento.  Il tonometro di Goldmann imprime una lievissima forza sulla cornea. Il paziente deve mantenere l’attenzione, rilassarsi e non trattenere il respiro, non chiudere gli occhi e guardare il cono illuminato da una luce azzurra davanti a sé.

  • ORTOPEDIA

    Valutazione baropodometrica: è un esame computerizzato seguito da un tecnico ortopedico, che  fornisce informazioni sulle pressioni scambiate tra piede e terreno, la stabilità, la distribuzione del peso corporeo, i sovraccarichi metatarsali, digitali, ecc.

    Come si svolge? in tre fasi:  la statica, il paziente è posizionato in stazione eretta e si vanno a rilevare i carichi pressori dei piedi; la dinamica, il paziente effettua una serie di passi e si vanno a rilevare i carichi pressori dei piedi e come i piedi svolgono la fase del passo; stabilometria, il paziente è posizionato in stazione eretta e si vanno a rilevare il baricentro  e l’equilibrio del corpo. Il sistema, evidenzia alterazioni deambulatorie (pronazioni, instabilità, ecc.) derivate da problemi del piede, caviglia, ginocchio. L’esame è un valido aiuto  allo Specialista Ortopedico, per affinare meglio la diagnosi e dare più precise indicazioni terapeutiche, ed al podologo in funzione della realizzazione con maggior precisione di ortesi plantari su misura personalizzate.

    Essa è indicata sia per il piede pediatrico (piattismo, varismo, valgismo), che per l’adulto con problemi di appoggio (metatarsalgie, talloniti, fasciti ecc.), oltre ai soggetti diabetici con problemi vascolari e negli sportivi ove i disturbi da sovraccarico sono molto frequenti, ma può essere utile a tutte le persone che hanno problemi alle estremità o di deambulazione, o di deformazione (alluce valgo, dita a martello, ecc.), oppure presentano callosità, duroni, o lamentano disturbi al ginocchio, all’anca od alla colonna vertebrale, ecc.

  • PNEUMOLOGIA

    Spirometria: è un esame molto semplice che permette di misurare la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare, e il tempo necessario per farlo, e lo  Spirometro è lo strumento che permette di misurare quanto efficacemente e velocemente può avvenire lo svuotamento e il riempimento dei polmoni. E’ utilizzata per la diagnosi della BPCO Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva la quale  è una malattia polmonare che ostruisce le vie aeree, rendendo difficoltosa la respirazione. Pazienti con BPCO, inclusi quelli con bronchite cronica ed enfisema, mostrano sintomi che vanno da tosse ed espettorato a mancanza di fiato durante sforzi anche modesti.

    Come si esegue? Occorre tenere tra le labbra un boccaglio collegato allo spirometro, stringendolo con forza per evitare perdite di aria dalla bocca. Si inspira profondamente, per riempire completamente i polmoni, e successivamente si espira con tutta forza e velocemente, fino al completo svuotamento dei polmoni.  Inspirare nuovamente e rilassarsi

  • REUMATOLOGIA

    Ecografia in reumatologia

    L’ ecografia muscolo-scheletrica si è affermata come una delle metodiche più versatili e precise in Reumatologia. E’ dimostrato quanto questo strumento sia utile nella diagnosi, valutazione e follow up delle malattie reumatiche.

    Durante la visita ambulatoriale lo Specialista reumatologo si avvale del monitoraggio ecografico di una o più sedi articolari o dei tessuti molli.  Questo fornisce un riscontro rapido e diretto dell’andamento della  malattia, facilitando il processo diagnostico e la modulazione della terapia farmacologica.

  • UROLOGIA-ANDROLOGIA

    Cistoscopia transuretrale: è un esame diagnostico endoscopico che si pratica con uno strumento denominato cistoscopio che può essere rigido o flessibile. Il cistoscopio flessibile risulta meno invasivo di quello rigido in quanto presenta un calibro estremamente sottile e la possibilità di curvare l’estremità dello strumento consente, inoltre, una visione endovescicale più accurata e meno fastidiosa.

    Come viene eseguita?  La cistoscopia transuretrale viene eseguita previa anestesia locale mediante apposizione di gel lubrificante, contenente anestetico, nell’uretra attraverso il meato uretrale esterno, successivamente viene introdotto il cistocopio,  e risale sino a raggiungere la vescica che viene distesa con soluzione irrigante al fine di poter ispezionare l’intera mucosa vescicale. La durate dell’esame varia dai 5 ai 20 minuti a seconda della facilità con cui si raggiunge il lume vescicale per lo studio dello stesso in tutte le sue parti

    Ecografia prostatica transrettale:  consente di verificare le dimensioni e la morfologia della prostata, la ghiandola che arricchisce il liquido seminale di componenti essenzialI, e a valutarne lo stato di salute, quando si presentano disturbi o sintomi sospetti (come diminuzione del getto urinario, difficoltà a urinare o minzione frequente, infertilità); effettuare una diagnosi precoce di tumore alla prostata.